Ago 17, 2014
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Categoria: Recensioni

Teatro Comunale di Porto San Giorgio (AP) (15 Maggio 2004)

00Recensioni aprile, 17

Recensione_Programma_Recital_2004-05-15A pochi giorni di distanza dall’ottimo concerto di Desio (MI), Sergio oggi sarà ospite di Porto San Giorgio (AP). L’evento, organizzato dal Rotary Club della città – in particolare grazie all’interessamento del Presidente, ingegner Sergio Moretti – con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, è davvero in grande stile: innanzitutto il luogo scelto per l’esibizione, il Teatro Comunale – un vero gioiellino, una piccola ma preziosa bomboniera -, la promozione – manifesti, locandine e volantini sono in bella mostra un po’ ovunque in città (li trovo anche nell’albergo dove alloggio!!) e c’è addirittura un altoparlante mobile a pubblicizzare lo spettacolo – e l’organizzazione – nulla è lasciato al caso.

Incontro Sergio all’ingresso del Teatro dove sta fumando l’immancabile sigaro: all’interno i tecnici stanno terminando di preparare l’impianto audio e lui è lì fuori che aspetta. Non facciamo quasi in tempo a salutarci che veniamo interrotti dall’arrivo di alcuni giornalisti. Ci accomodiamo all’interno per una chiacchierata: non me la sento di definirla “conferenza stampa” come si converrebbe, perché, quando è Sergio a essere il protagonista, manca sempre quel non so che di serioso e ufficiale che rende spesso noiosi gli appuntamenti di questo tipo. Io assisto quasi defilato, ogni volta stupito della meraviglia dei giornalisti di trovarsi di fronte a tanta affabilità, ironia e prontezza di battuta.
Credo che se dipendesse da Sergio continuerebbe per ore a narrare ricordi e aneddoti alla stampa, ma Nicola e Andrea – i due fidi chitarristi, già da qualche minuto sul palco – lo reclamano per le prove.
L’affiatamento fra i tre è ormai totale: lo si evince dalla tranquillità con cui affrontano questa “fatica” e dal fatto che su quattro o cinque pezzi provati gli errori si contano sulle dita di una mano. Un’ultima regolata al volume della chitarra di Andrea e sembra ormai tutto a posto: le prove sono terminate. Mancano poco meno di due ore al concerto: così ci diamo appuntamento a più tardi.

Circa duo ore dopo il Teatro è aperto e gli spettatori lenti ma numerosi confluiscono. Ho occasione di conoscere di persona Samuele, braccio destro dell’ingegner Moretti, che ringrazio sentitamente per la puntualità e perfezione con le quali è riuscito a prendersi cura di tutto.
Il Teatro finalmente è al gran completo. È ora di prendere posto: le luci si abbassano, il sipario si apre. L’ingegner Moretti introduce il concerto con un breve ringraziamento a Sergio e al pubblico [leggi il testo integrale]: il progetto, grazie alla collaborazione di tutti, è divenuto realtà.
La prima parte del concerto è scandita, come da tradizione, dal repertorio più datato: Mani Bucate, Adesso Sì, Via Broletto 34 infiammano i cuori e gli animi degli spettatori. Gli applausi scroscianti seguono ogni canzone, intervallata come d’obbligo da un commento introduttivo di Sergio, sempre preciso nei riferimenti storici dei fatti e degli episodi narrati.
L’omaggio all’amico Vinicius, Com’è Lontana Bahia, apre la parte dedicata alle canzoni più recenti: Mille Lire, Spiaggia Libera per arrivare poi al culmine della complicità tra pubblico e artista, L’Arca Di Noè: emozionante sentire il battere delle mani del pubblico scandire il tempo del trascinante ritornello “partirà, la nave partirà…”. In questa parte del repertorio i due chitarristi mettono in luce chiaramente tutte le loro immense doti: tecnica, maestria, ma anche una giuste dose di fantasia che permette loro di suonare sempre cose nuove all’interno di schemi già conosciuti. Bravo Nicola e bravo Andrea, senza il vostro contributo gli spettacoli di Sergio non sarebbero di certo gli stessi!
Il concerto si sta ormai avviando alla conclusione: è la volta di Nelle Mie Notti, seguita in rapida successione dall’attuale Fare Festa e dalla profonda Le Parole Dell’Addio, chiude il concerto la sempreverde e straconosciuta Ci Vuole Un Fiore.
Il pubblico omaggia Sergio, Nicola e Andrea di un lungo e meritatissimo applauso. Il sipario si chiude ma gli spettatori reclamano a gran voce il ritorno in scena. Sergio non delude i suoi fans e li omaggia con il bis di Canzone Per Te.
Gli spettatori sono tutti in piedi ad applaudirlo. Le emozioni e le sensazioni che ha regalato, le atmosfere che ha saputo far vivere sono come al solito uniche e indescrivibili. Il lungo, caloroso e interminabile applauso sono lì a testimoniarlo. A testimoniare un affetto, un’ammirazione, un riconoscimento che per l’uomo e l’artista non sono mai venuti meno.
Grazie a nome di tutti i presenti. E che tu ci possa regalare ancora…altre emozioni!

[Matteo Perazzi]

Ciao Poeta”, concerto-omaggio a Sergio Endrigo (Roma, 11 Gennaio 2006)

00Recensioni aprile, 17

Sergio Endrigo l’avrebbe voluto e pensato allo stesso modo: “Ciao Poeta”, una serata d’onore, programmata come una grande festa in musica, fra tanti amici, un tocco di “saudade” e le migliori canzoni del suo repertorio. L’omaggio in musica – organizzato da Sergio Bardotti in collaborazione con il Comune di Roma (presenti in sala il sindaco Walter Veltroni e l’assessore Gianni Borgna) e con il Presidente del Club Tenco Enrico De Angelis – indennizzo solo parziale al colpevole silenzio calato negli ultimi anni sul cantautore istriano, ha fatto vivere al numeroso pubblico una serata emozionante, unica, indimenticabile lungo due ore intense, coinvolgenti, trascinanti che hanno entusiasmato appieno anche la figlia di Endrigo, Claudia: “Mio padre – ha osservato al termine della serata, esausta, ma visibilmente soddisfatta – si sarebbe sicuramente divertito. Tutto è andato oltre ogni più rosea previsione, gli artisti sono stati davvero eccezionali, il pubblico più che fantastico”.
Intervallate da immagini, filmati e registrazioni audio rare e preziose e dalle testimonianze affettuose di diversi amici, sotto le volte dell’Auditorium sono tornate a risuonare alcune delle più celebri melodie di Sergio Endrigo grazie alle interpretazioni di alcuni dei più grandi artisti del panorama musicale italiano – “big” e promettenti artisti delle ultime generazioni – che hanno conosciuto e amato il grande poeta e musicista istriano scomparso il 7 settembre del 2005.

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La serata è stata inaugurata da Io Che Amo Solo Te, magistralmente intonata da Ornella Vanoni, seguita sul palco da un emozionato Gianni Moranti interprete di Te Lo Leggo Negli Occhi, La Dolce Estate e Aria Di Neve. Via Broletto 

34 di un commovente Bruno Lauzi ha anticipato una spumeggiante performance dei Tete De Bois che hanno proposto versioni rockeggianti di Mani Bucate e Adesso Sì; intensa Nada nella rilettura diLe Parole Dell’Addio, colma di pathos orchestrale l’esecuzione di Era D’Estate da parte di Renato Zero che ha dedicato all’amico recentemente scomparso anche una toccante poesia. In chiave jazz l’interpretazione di Sergio Cammariere della poco nota Chi Sei, emozionanti, quasi commoventi Come Stasera Mai e La Rosa Bianca intonate dalla soave voce di Marisa Sannita. Un sicuro Gino Paoli ha offerto al pubblico le proprie rivisitazioni di Teresa e Lontano Dagli Occhi, seguito sul palco dal Giovane Simone Cristicchi che ha riproposto dal vivo Questo È Amore, brano che, cantato in duetto con lo stesso Endrigo, ha incluso nel suo ultimo Cd. Roberto Vecchioni si è riservato Vecchia Balera, I Tuoi Vent’Anni e Madame Guitare prima di lasciare spazio a Morgan che ha dato una convincente prova rileggendo Canzone Per Te e La Colomba. Mariella Nava ha fatto tornare alla luce due perle semisconosciute – Una Cosa Buffa e Spiaggia Libera – prima di dare spazio al gran finale che ha visto Sergio Cammariere eseguire L’Arca di Noè in un omaggio corale nel quale dove ha trovato in Morgan il complice ideale per un omaggio che coinvolto ed emozionato l’intero pubblico accorso all’evento.

L’arca Di Noè – Inaugurazione del monumento dedicato a Sergio (Pola, 9 Settembre 2008)

00Recensioni aprile, 17

In una splendida serata di fine estate si è svolta a Pola, sabato scorso 6 settembre, la cerimonia di inaugurazione della scultura dedicata a Sergio Endrigo ed ispirata alla famosissima canzone L’Arca Di Noè, a 3 anni esatti dalla scomparsa dell’amatissimo cantautore e poeta istriano.
foto_ (02)L’opera, dell’artista Ciro Maddaluno e realizzata dallo scultore Eros Cakic, alla quale hanno contribuito gli architetti Davor Matticchio e Zvonimir Vojnič, è stata collocata su un angolo della piazza centralissima che scende fino al mare, alberata ed ampia, dove si affaccia la casa natale del cantante; di fatto, risultando uno spazio esclusivamente dedicato alla scultura, ha quasi le caratteristiche di un piccolo parco e l’impatto per il visitatore è davvero suggestivo.
Si tratta di una scultura-gioco, realizzata con la notissima pietra bianca d’Istria, costituita da un’arca dove i bambini nella parte bassa possono provare la sensazione di percorrere, attraversando i tunnel, la stiva di una nave, misurarsi con il superamento del buio e gioire una volta fuori; sopra, percorrendo i gradini, possono scoprire i segni incisi di animali che simboleggiano il carico dell’arca: quelli domestici (il cavallo, la mucca, la gallina etc), i volatili (il gabbiano, la farfalla), gli esotici (il pappagallo e l’elefante), tutti cari ad Endrigo e descritti in moltissime delle sue canzoni.
Poco distante due statue raffiguranti il cane ed il gatto, simboli di fedeltà e di forte richiamo domestico, con una panchina che consente al visitatore di traguardare insieme a loro il mare.
Gli elementi di questa scultura giocano tra figure strutturali e costruttive, tra forme plastiche ed armoniche, a richiamo del modo di cantare, di pensare e di essere di Sergio Endrigo.
L’inaugurazione è avvenuta in un’atmosfera di sentita partecipazione ed il numerosissimo pubblico, che assiepava l’intero lato aperto sulla piazza, si è stretto idealmente e con orgoglio intorno al proprio concittadino che tanto lustro ha dato alla Comunità Italiana dell’Istria, a dimostrazione dell’affetto che la stessa Comunità ha sempre manifestato per l’artista.
Dopo il saluto del presidente del Rotary club di Pola, Roberto Marini, che ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla realizzazione dell’opera, è intervenuto Sergio Moretti del Rotary club di Porto San Giorgio, che poi è anche l’autore di queste note, che si è particolarmente commosso nel parlare in maniera del tutto personale della vicenda fin dalle sue origini, egli che forse più di tutti ha fortemente voluto il concretizzarsi dell’idea maturata appena dopo la scomparsa di Sergio nel 2005.foto_ (21)
Quindi c’è stato il saluto della città da parte del Sindaco di Pola, e poi attesissima, Claudia Endrigo, che per la prima volta in visita ai luoghi paterni, ha vissuto tre giorni di continue ed indescrivibili emozioni, ed a cui è spettato il compito di madrina del “varo” della nave, con tanto di bottiglia di spumante e con il coro di bambini polesani che intonava L’Arca Di Noè; la commozione è salita all’apice ma poi un lungo applauso liberatore ha riportato al clima di festa, ai brindisi, alle foto ed alle interviste di rito.
La serata è proseguita presso la vicina sede della Comunità Italiana, dove, all’interno del Teatro, si è svolto il concerto dedicato alle composizioni del cantautore polesano, con la partecipazione di due cori, uno di adulti ed uno di bambini, di alcuni cantanti locali, per proseguire con il gruppo musicale italiano “Chantango” e concludersi con l’esibizione di Arsen Dedic, amico fraterno di Sergio, che è stato il più importante cantante-poeta croato a partire dagli anni ’60.
foto_ (54)Terminato il concerto, il numerosissimo pubblico presente, parte del quale non ha trovato posto all’interno ed ha assistito allo spettacolo attraverso un maxi schermo collocato sul terrazzo della Comunità, ha potuto visitare la mostra su Endrigo che è stata allestita per la circostanza all’interno del Teatro, dal titolo “L’infanzia, la gioventù e gli esordi – Endrigo e i poeti – Endrigo e il Brasile – Endrigo e Sanremo”, promossa dall’Associazione Culturale “Il Portico” di Rocca San Giovanni (Chieti) e trasferita a Pola dall’ideatore Alberto D’Antonio, amico di famiglia di Sergio Endrigo, che ha partecipato alla cerimonia unitamente alla gentile signora Anita.
La serata si è conclusa con un aperitivo e con la gente sul terrazzo che è rimasta fino a tardi a commentare l’evento, che sicuramente sarà annoverato fra quelli da ricordare per la Comunità locale ed anche per tutti gli ospiti presenti, arrivati a Pola in pullman e con mezzi privati, per rendere omaggio a Sergio.
Prima di chiudere alcune curiosità ed un sogno legati all’avvenimento.
La prima riguarda tante persone di una certa età, che hanno conosciuto Sergio da bambino negli anni ’30, intervenute all’inaugurazione portando orgogliose le foto che ritraevano Sergio e la sua famiglia insieme a loro; è stato uno spaccato emozionante di manifestazione delle proprie radici.
La seconda è per una signora, che ha atteso la conclusione della cerimonia per depositare una rosa bianca sulla panchina fra il cane ed il gatto pensando di essere rimasta sola in intimità e quasi al buio con la scultura, ma ci è stato chi l’ha vista ed è bello sottolinearlo.foto_ (42)
La terza è di domenica mattina, quando molto presto lo scultore Ciro Maddaluno, passando davanti al monumento, ha visto una bimba con una nonna che si tenevano per mano per arrivare al ponte della nave; è stata la prima conferma del raggiungimento dello scopo, quello di ricordare un artista attraverso un’opera destinata soprattutto alle future generazioni.
Il sogno invece è quello di immaginare Sergio, nottetempo, quando i bambini dormono, aggirarsi sorridente e compiaciuto intorno alla nave – d’altro canto la sua casa natale è lì a due passi – e poi sedersi fra il cane ed il gatto, indugiando fino al primo mattino nei ricordi di una vita vissuta come un film, intimamente contento di questo regalo che tutti i suoi amici più sinceri, accomunati idealmente, hanno voluto dedicargli
[Sergio Moretti]


La rassegna fotografica completa