Recensione_Altre Emozioni_bookletA quasi 10 anni dall’uscita del precedente album, Sergio Endrigo presenta alla stampa la sua ultima fatica: Altre Emozioni. Sono le 12,30 di una soleggiata e tiepida mattinata romana. La sala in cui verrà presentato il nuovo album è ormai al completo: Sergio, sua figlia Claudia, il produttore Edoardo De Angelis, giornalisti, critici, amici e semplici appassionati, tutti riuniti per questa speciale occasione. Ed è De Angelis a inaugurare la cerimonia sottolineando l’importanza dell’evento: “E’ questo un giorno fortunato ed importante della mia vita. Un progetto che è nato un paio di anni fa ma che, per vari motivi, ha subito diversi slittamenti. Per questo fa ancora più piacere presentare oggi un album tanto a lungo atteso”. Un disco che nasce dall’amicizia tra lo stesso De Angelis, Sergio Endrigo e il direttore d’orchestra ed arrangiatore Valter Sivilotti che, grazie alla sua estrazione classica, ha donato nuova linfa ai brani storici del cantautore istriano. La scelta dei quindici brani è avvenuta in maniera particolare: da un lato ci sono i grandi successi di Endrigo che non potevano di certo mancare (Canzone Per Te, Io Che Amo Solo Te, L’Arca Di Noè, Aria Di Neve…), dall’altro la riscoperta di alcune canzoni contenute in album passati colpevolmente inosservati (Madame Guitar, Questo È Amore, Il Giardino Di Giovanni, Allora Balliamo,…).
È un Sergio di buon umore quello che, per il suo intervento, prende scherzosamente spunto dalla sede della cerimonia: “In un negozio con tanti CD, perché dovrebbero comperare proprio il mio?”. Ma poi aggiunge che ha avuto lo stesso pensiero anche con il suo primo 45 giri, quando poi “è andato tutto bene…”.
Viene diffusa dagli altoparlanti l’inedita Altre Emozioni. Il pubblico ascolta in silenzio. Al termine scoppia, sincero, un vigoroso e lungo applauso. Sergio sottolinea, quasi stupito, che la nuova canzone sta piacendo un po’ a tutti, “in particolare a quelli che hanno ormai più di 35 anni. Si spera sempre in emozioni nuove e positive, soprattutto in un mondo in cui quotidianamente si vedono e si vivono cose terribili.”
Una parola anche per la figlia Claudia: “È stata Valter a volerla fortemente dopo averla sentita per caso canticchiare a casa mia. Un tocco di femminilità che contribuisce ad arricchire e a ringiovanire le mie canzoni. E pensare che da giovane le piaceva Elton John…”
Ed è proprio Claudia che prende la parola e ci racconta che “quando mi hanno detto se desiderassi cantare nell’album di papà, subito pensavo ad uno scherzo! Ma è stata una esperienza davvero grande: entrare in uno studio di registrazione per cantare le canzoni di mio padre, le canzoni con cui sono cresciuta…”. È Sergio poi a svelarci un inedito episodio a proposito della presenza nel disco di sua figlia: “Mi ha chiamato l’altro giorno Bruno Lauzi e mi ha detto: <<Sergio, tua figlia canta meglio di te!>>”
Prima di ascoltare L’Arca Di Noè, De Angelis narra un piccolo retroscena a proposito di questa canzone: è stato l’editore tedesco a volere assolutamente che fosse inserita nell’album nonostante non fosse originariamente prevista. È stato richiamato così in studio di registrazione Valter Sivilotti che, da solo al piano, ha accompagnato Claudia e Sergio. Una canzone registrata in extremis, in pochi minuti, ma “forse per questo la più riuscita”. Al termine come di consueto l’applauso, interrotto da una battuta di Sergio: “Nel 1970 quando la Roma giocava allo stadio, i tifosi cantavano <<partirà, la Roma partirà>>…speriamo parta adesso!”. Il momento di ilarità è pretesto per un commento acido nei confronti di certe etichette affibbiategli anni fa: “Ho la fama di cantante triste. Ricordo che durante le pose del mio primo servizio fotografico il fotografo continuava a ripetermi <<Sorrida!>> e io replicavo <<…ma sto sorridendo!>>. Il tutto non era poi facilitato dal play-back che si usava allora in televisione: ero talmente concentrato sulla sincronia movimento della bocca / audio che non mi preoccupavo della mia espressione. Per sfatare queste voci vi racconterò una barzelletta…”. I presenti apprezzano con un applauso e una fragorosa risata questo suo lato meno noto.
È ormai il momento di lasciare spazio alle domande dei giornalisti. Chiedono a Sergio se sarebbe disposto a tornare al Festival di Sanremo, ma lui è categorico: “Neanche se mi pagassero! Non è più come una volta, ormai le canzoni non contano più, sono più importanti i comici e tutta la cornice che c’è attorno. E poi perché uno deve passare 4 ore davanti alla TV per ascoltare 14 canzoni…?”
I giornalisti sono forse curiosi di conoscere più da vicino “l’estranea” Claudia e concentrano su di lei domande rivolte a capirne la personalità e i motivi che l’hanno spinta a partecipare al disco: “Io sono una dipendente della RAI. Faccio quindi un lavoro completamente diverso. Non sono timida, ma piuttosto riservata: l’idea di apparire in TV comunque mi terrorizza, ma mi piacerebbe continuare a cantare, magari realizzando un CD in brasiliano… E pensare che in uno studio di registrazione ci sono entrata solo altre due volte: da bambina ho cantato in Ci Vuole Un Fiore e da ragazza ho realizzato un jingle pubblicitario. Ho l’impressione però che le mie aspirazioni artistiche rimarranno un grande sogno…”.
L’ultima domanda è relativa alla partecipazione di Rossana Casale, De Angelis si incarica della risposta: “È da poco entrata a far parte della scuderia D’Autore e si è da subito dichiarata interessata a duettare con Sergio, felice della possibilità: è stato quindi facile organizzare poi l’incontro artistico. Un plauso a Rossana: non era facile per lei, per il suo stile e la sua tonalità entrare a pieno in Era D’Estate, ma il risultato finale è eccellente.”
La presentazione è ormai giunta al termine. Qualcuno si avvicina timorosamente a Sergio per un saluto, altri in cerca di un autografo che non nega mai a nessuno. Molti lo ringraziano di essere ritornato sulle scene, lui quasi imbarazzato sorride.
È la volta del brindisi finale: Grazie Sergio per averci regalato ancora una volta altre emozioni

[Matteo Perazzi]