LA TUA ASSENZA La tua assenza riempie i miei giorni di te La tua assenza è una stella che brilla nel cielo più scuro La tua assenza è un gabbiano che vola leggero La tua assenza è la cosa più viva che resta di te Tu che sai dire di no Tu che puoi dirmi di sì Con la voce più dolce che hai La tua assenza è la pioggia che piange sui vetri E’ il profumo dell’ultima estate La tua assenza è il vento che torna dal mare La tua assenza è una voce continua che parla di te Tu che sai dire di no Tu che puoi dirmi di sì Con la voce più dolce che hai La tua assenza è un rosario di perle e coralli La tua assenza è soltanto speranza La certezza che amore tra noi Non c’è stato mai Testo: Endrigo Musica: Endrigo Edizione: Fonit Cetra Music Publishing S.r.l. testo pubblicato per gentile concessione della Fonit Cetra Music Publishing S.r.l.
Ago 17, 2014
Novita'!
LA TIGRE La tigre non dorme stasera È nervosa e non può dormire È stanca e si lecca le ferite Pensa ai suoi piccoli ricordi Confusa tra i fiorami del divano ti spia E tu guardi la televisione E non lo sai e non lo sai Che la tigre domani ti mangerà Con un balzo solo ti cancellerà E tu la credevi un gatto condominiale Che dormiva sui cuscini e leccava i tuoi piattini La tigre conosce i tuoi trucchi e i tuoi sentieri All’ombra della tua gola e dei tuoi capelli neri E sarà inutile la tua corsa commedia Questione di vita o di morte Mangiare o essere mangiati Vedrai che la tigre domani Ti mangerà La tigre non dorme stasera La notte la fa impazzire Sta in guardia e si alliscia il pelo Pensa ai suoi piccoli rimorsi Nascosta dietro il giornale ti spia E tu prendi il tuo caffellatte E non lo sai e non lo sai Che la tigre domani ti pianterà Ai tuoi richiami no non risponderà E tu lo credevi un gioco superficiale Una guerra dei bottoni Un capriccio da bambino La tigre ritorna ai deserti e le pianure Ritrova il silenzio di amori provvisori La solitudine delle strade affollate Questione di vita o di morte Lasciare o essere lasciati Vedrai che la tigre domani… La tigre dipinta Su carta velina La tigre di carta Domani ti mangerà Ti mangerà Testo: Endrigo Musica: De Rosa / Endrigo Edizione: Teatro del Sole / Fuego / Noah’s Ark
LA ROSA BIANCA Coltivo una rosa bianca In luglio come in gennaio Per l’amico sincero Che mi dà la sua mano franca Per chi mi vuol male e mi stanca Questo cuore con cui vivo Cardi nè ortiche coltivo Coltivo una rosa bianca Cultivo la rosa blanca En julio como en enero Para el amigo sincero Que me da su mano franca Y para el cruel que me arranca El corazòn con que vivo Cardos ni ortigas cultivo Cultivo la rosa blanca Testo: Jose Marti / Endrigo (trad.) Musica: Endrigo Edizione: BMG Ricordi S.p.A. È tratta da un testo del poeta cubano Josè Martì che io ho musicato e tradotto in italiano. Ricordo che nel 1967 cantai questa canzone a Cuba ottenendo un successo incredibile, anche perché Josè Martì è considerato uno dei padri della patria. [da “Sergio Endrigo” (Lato Side Editori, 1982)] Ero già appassionato di poesia latino-americana ma ancora non conoscevo la poesia di Josè Martì, poeta cubano. Fu Bacalov a dirmi il testo di La Rosa Bianca perché io musicassi questa poesia. Quando poi mi invitarono a Cuba mi accorsi che loro lo consideravano una specie di eroe nazionale, con tanto di statua enorme in una piazza dell’Avana. [da “Sergio Endrigo. La Voce Dell’Uomo” (Edizioni Associate, 2002)] E’ stata l’unica proposta di lavoro musicale fattami dal maestro Bacalov in dodici anni di collaborazione, dal ’62 al ’74. Oltre a fare i suoi bellissimi arrangiamenti per le mie canzoni, io l’ho chiamato parecchie volte per aiutarmi a definire musicalmente alcune mie canzoni. Era una poesia di Josè Martì ma allora non sapevo chi fosse. La musicai e fu messa nella presentazione del film “La Rimpatriata” di Damiano Damiani. Quando mi invitarono a Cuba per la prima volta, scoprii che Martì era considerato il più grande poeta cubano, quasi il padre della Patria. All’Avana c’è un suo monumento alto un centinaio di metri. Mi invitarono molte volte a Cuba, senza darmi un dollaro ma con un’ospitalità da ambasciatore. Per la “revolucion” si fa questo e altro… [Sergio Endrigo] testo pubblicato per gentile concessione della BMG Ricordi S.p.A.
LA PULCE Un due tre Quattro cinque e sei Un saltino e sono sulla gamba di costei Un due tre Quattro cinque e sei Mi permetta un morsettino Scusi non ce l’ho con lei Un due tre Quattro cinque e sei La pancina adesso è piena Ciao goodbye aufwiedersen Testo: de Moraes Musica: Toquinho / Bardotti Edizione: Fonit Cetra Music Publishing S.r.l. testo pubblicato per gentile concessione della Fonit Cetra Music Publishing S.r.l.
LA PRIMA COMPAGNIA Se c’è chi ha tanto dato e poco ha avuto Tu non sei certo amica mia Io questa sera bevo alla salute Della mia prima compagnia Voglio parlare dell’amore Proprio di quello che ho pagato In questa vita tanto avara Si paga tutto e ben pesato Amore facile di un’ora Dove non giochi la tua vita C’è un po’ di gioia e mai dolore Chiudi la porta ed è finita Io sono un uomo e non un santo A volte mentivo una carezza Allora era gratuito e non mi vanto Anch’io cercavo tenerezza Poi si parlava in confidenza Di vecchie storie di famiglia Di cose tristi e di violenza Di chi dà niente e tutto piglia Non ho vergogna né rimpianti Non ho domande né risposte Ho perso i giorni e sono tanti Ma li ricordo e tanto basta La cosa valeva ben la spesa E la paura e il pentimento La sera gli altri chiusi in casa E noi andando contro il vento Ma quando le incontro per la strada Mi fanno un poco di tristezza E penso sempre a dove cade Il fiore della giovinezza Se c’è chi ha tanto dato e poco ha avuto Tu non sei certo amica mia Io questa sera canto e la saluto Quella mia prima compagnia Testo: Endrigo Musica: Endrigo / Bacalov Edizione: Fonit Cetra Music Publishing S.r.l. testo pubblicato per gentile concessione della Fonit Cetra Music Publishing S.r.l.
Nella musica e nel racconto ricorda l’atmosfera sudamericana che io amo molto. È una canzone che ricorda i miei primi amori nel retroterra veneziano, che allora non mi sembrava così squallido come viene descritto ora.
[da “Sergio Endrigo” (Lato Side Editori, 1982)]
LA PERIFERIA Io amo la periferia Da quando ho incontrato te Mi piace aspettare la sera Seguendo le strade Che portan lontano dalla città Le case in periferia Risuonan di grida e di canzoni E mille mille panni colorati Si muovono al vento Bandiere di festa solo per noi Passan le ore ad una ad una E non mi stanco di aspettarti Ma se solo ritardi di un minuto Io non vivo più Poi quando in periferia Si accendono le prime luci Tu vieni e nell’ombra mi baci Dimentico il mondo Ritorno bambino Insieme a te Testo: Endrigo Musica: Endrigo Edizione: BMG Ricordi S.p.A. testo pubblicato per gentile concessione della BMG Ricordi S.p.A.
