Ago 17, 2014
Novita'!

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Mille Lire

00Aneddoti aprile, 17

Negli anni ottanta, a tutti i semafori più frequentati c’erano dei gruppetti di ragazzi ma soprattutto di ragazze carine che vendevano un po’ di tutto. Due rose, fazzoletti di carta, omini per appendere gli abiti e persino cacciaviti e altre cose. Oggi per mille lire (mezzo euro) c’è solo un extracomunitario che vi pulisce il parabrezza.
…questo è quello che dico sempre al pubblico prima di cantare questa allegra marcetta.

[Sergio Endrigo]

Mani Bucate

00Aneddoti aprile, 17

Questo fu il primo disco inciso per la Fonit-Cetra e anche il mio primo, e forse ultimo disco, a entrare nel circuito dei juke-boxe che allora avevano una grossa importanza. Io personalmente ho sempre odiato i juke-boxe, perché non si può costringere le persone ad ascoltare musica nei locali pubblici.
I versi che vorrei citare sono quelli finali, in cui c’è una rima classica della canzone italiana: amore-cuore, che mi sembra di aver utilizzato senza creare disturbi all’ascoltatore.

[da “Sergio Endrigo” (Lato Side Editori, 1982)]

Ljubica

00Aneddoti aprile, 17

Molti anni fa sono stato invitato dal mio grande amico Arsen Dedic, grande musicista, poeta e cantautore di Zagabria, a cantare a Sarajevo. C’era l’elezione di Miss Yugoslavia e ci sono caduto.
Non voglio e non posso raccontarvi tutto. Se vi capiterà di ascoltare questa canzone, capirete tutto…

[Sergio Endrigo]

Le Parole Dell’Addio

00Aneddoti aprile, 17

Questa è una canzone del 1970 praticamente sconosciuta al grande pubblico ma che piace molto a me, a mia figlia e a tutti i miei amici. Quando un amore finisce c’è sempre uno che soffre più dell’altro, ma spiegare perché un piccolo miracolo è finito, è assolutamente inutile.
“Le parole dell’addio sono false, sono di Giuda
Sono false come il fumo
Che si perde nel vento
Sanno di vino amaro
Di frutti tante volte caduti
A marcire tra l’erba
Le parole dell’addio…”

[Sergio Endrigo]

La Rosa Bianca

00Aneddoti aprile, 17

È tratta da un testo del poeta cubano Josè Martì che io ho musicato e tradotto in italiano. Ricordo che nel 1967 cantai questa canzone a Cuba ottenendo un successo incredibile, anche perché Josè Martì è considerato uno dei padri della patria.

[da “Sergio Endrigo” (Lato Side Editori, 1982)]

Ero già appassionato di poesia latino-americana ma ancora non conoscevo la poesia di Josè Martì, poeta cubano. Fu Bacalov a dirmi il testo di La Rosa Bianca perché io musicassi questa poesia. Quando poi mi invitarono a Cuba mi accorsi che loro lo consideravano una specie di eroe nazionale, con tanto di statua enorme in una piazza dell’Avana.

[da “Sergio Endrigo. La Voce Dell’Uomo” (Edizioni Associate, 2002)]

E’ stata l’unica proposta di lavoro musicale fattami dal maestro Bacalov in dodici anni di collaborazione, dal ’62 al ’74. Oltre a fare i suoi bellissimi arrangiamenti per le mie canzoni, io l’ho chiamato parecchie volte per aiutarmi a definire musicalmente alcune mie canzoni.
Era una poesia di Josè Martì ma allora non sapevo chi fosse. La musicai e fu messa nella presentazione del film “La Rimpatriata” di Damiano Damiani.
Quando mi invitarono a Cuba per la prima volta, scoprii che Martì era considerato il più grande poeta cubano, quasi il padre della Patria. All’Avana c’è un suo monumento alto un centinaio di metri. Mi invitarono molte volte a Cuba, senza darmi un dollaro ma con un’ospitalità da ambasciatore. Per la “revolucion” si fa questo e altro…

[Sergio Endrigo]

La Prima Compagnia

00Aneddoti aprile, 17

Nella musica e nel racconto ricorda l’atmosfera sudamericana che io amo molto. È una canzone che ricorda i miei primi amori nel retroterra veneziano, che allora non mi sembrava così squallido come viene descritto ora.

[da “Sergio Endrigo” (Lato Side Editori, 1982)]