IL GIARDINO DI GIOVANNI


L’ho scoperto per caso una notte di luna
Inseguendo i tuoi passi oscuri
Perso nel labirinto della tua persona
Trappola dolce che non perdona

Vento caldo sudato di miele zenzero e cannella
L’Africa è a un passo dal mare 
Tutta nera e bella
Senza bandiere e senza guerra
E il grande capo canta e balla
Canta e balla nudo con la sveglia al collo

Il giardino di Giovanni
Abbracciato alla sua casa
Dove non muore mai la rosa
E non si computano gli anni
Il giardino di Giovanni

Là ritrovi ogni verso e ogni libro perduto
L’orsacchiotto e la prima volta
Trovi l’amore alato non più migratore
Libero vola ma dentro il cuore

Là puoi essere mago alchimista trovatore d’oro
Splendido e in più violinista
Un incantatore
Di belle donne e di serpenti
E l’avventura canta e balla
Canta e balla e grida che la vita è bella

Il giardino di Giovanni
Abbracciato alla sua casa
Dove non muore mai la rosa
E non si computano gli anni
Il giardino di Giovanni

L’ho scoperto per caso una notte di luna
Inseguendo i tuoi passi oscuri

 
 
Testo: 		Endrigo 
Musica: 	Endrigo / De Rosa 
Edizione: 	Teatro del Sole / Fuego / Noah’s Ark


Si chiamava Giovanni D’Amico e l’ho conosciuto nel 1962, la prima vola che sono andato a Pantelleria dove ho passato le più belle estati della mia vita, anche se il Fisco non mi ha mai creduto… Aveva un giardino stupendo, pieno di stupendi alberi da frutta con le arance che arrivavano fino al suolo.
“Il giardino di Giovanni
Abbracciato alla sua casa.
Dove non muore mai la rosa
E non si computano gli anni
Il giardino di Giovanni”
Ho dedicato questa canzone a Giovanni perché era un grande uomo e un grande amico. Capomastro, pescatore, contadino, non so quanta scuola avesse frequentato, ma per me era un uomo colto e di grande personalità e rispettoso di tutto e di tutti.
Ciao Giovanni!

[Sergio Endrigo]



testo pubblicato per gentile concessione della "Teatro del Sole"