I TUOI VENT’ANNI


I tuoi vent’anni
Son come stelle
Splendono negli occhi tuoi
Quando mi guardi

I tuoi vent’anni
Son come fiori
Sbocciano sulle tue labbra
Quando mi parli

Stringi forte le dita
Sui tuoi vent’anni
Domani finirà
Anche il tuo carnevale

I tuoi vent’anni
Son le mie pene
Quando tu ridi e non vuoi 
Donarmi un bacio

I tuoi vent’anni
I tuoi vent’anni
Perché tu non vuoi
Regalarli a me?
I tuoi vent’anni



Testo: 		Endrigo
Musica: 	Endrigo
Edizione: 	BMG Ricordi S.p.A.


Fu la mia prima canzone importante, prima di questa avevo cantato per sette anni nei night e nelle balere, dove facevo il cantante trilingue, non perché fossi poliglotta, ma perché riuscivo a imparare a memoria i dischi che ci arrivavano dall’estero. La paga comunque era molto buona, indubbiamente migliore dei compensi che ricevetti i primi tempi in cui mi misi a scrivere canzoni. Il mio primo contratto come cantante lo firmai con la Ricordi, dopo aver superato un provino con il maestro Gian Piero Boneschi, che aveva già avuto modo di sentirmi cantare, perché se avesse dovuto giudicare dal provino non avrebbe certamente dato il suo parere favorevole. Ero molto timido e insicuro. A questo punto sorgeva il problema del repertorio. Un giorno, eravamo nel 1960, Nanni Ricordi mi chiese: “Lei non scrive canzoni, per caso?”. Fu questa semplice domanda a far scattare la molla di tutto. Tornai a casa e scrissi prima Bolle Di Sapone, poi I Tuoi Vent’Anni. In quest’ultima, che canto ancora, c’è già la chiave di molte mie canzoni successive: il presagio della fine. Che è poi nient’altro che la malinconia.

[da “Sergio Endrigo” (Lato Side Editori, 1982)]


testo pubblicato per gentile concessione della BMG Ricordi S.p.A.