Ago 17, 2014
Novita'!

Categoria: testi 2

CANZONE PER TE

40testi 2 maggio, 17
CANZONE PER TE


La festa appena cominciata
È già finita
Il cielo non è più con noi
Il nostro amore era l’invidia di chi è solo
Era il mio orgoglio la tua allegria

È stato tanto grande e ormai
Non sa morire
Per questo canto e canto te
La solitudine che tu mi hai regalato
Io la coltivo come un fiore

Chissà se finirà
Se un nuovo sogno la mia mano prenderà
Se a un’altra io dirò
Le cose che dicevo a te

Ma oggi devo dire che
Ti voglio bene
Per questo canto e canto te
È stato tanto grande e ormai non sa morire
Per questo canto e canto te



Testo: 		Endrigo / Bardotti
Musica: 	Endrigo / Bacalov 
Edizione: 	Fonit Cetra Music Publishing S.r.l. 

Fu la canzone con cui vinsi nel 1968 il Festival di Sanremo. Ero in coppia con Roberto Carlos, un cantante brasiliano che ha avuto una breve stagione di successo anche in Italia. Canzone Per Te, per quel che mi riguarda, consolidò quello che si chiama “successo”. 
 Era una canzone ben costruita, con un testo che si ricordava perché non diceva niente di profondo. C’è un brano però che mi piace molto, che si può considerare antitetico rispetto a certi schemi della canzone d’amore italiana
 “La solitudine che tu mi hai regalato
 Io la coltivo come un fiore”
 
 [da “Sergio Endrigo” (Lato Side Editori, 1982)]

Feci sentire l’inizio di Canzone Per Te a Bacalov e lui mi disse subito: “Questo è un pezzo che funzionerà molto”. Per l’inciso di Canzone Per Te Bacalov mi aveva dato una paginetta in musica e mi disse che, se mi fosse servito un inciso, potevo adoperare quello. E quando scrissi la canzone mi sembrava che quell’inciso ci stesse benissimo, così chiamai Bardotti e gli chiesi di metterci le parole sopra. Io non sono mai stato generalmente un tipo autosufficiente per quanto riguarda la scrittura delle canzoni ed inoltre mi è sempre piaciuto scrivere insieme agli altri, collaborare con gli altri mi ha sempre fatto piacere. 
 Non avevo chiesto io che la seconda esecuzione della canzone fosse affidata a Roberto Carlos, di cui tra l’altro conoscevo soltanto un singolo, Quieto Que Va Tudo Pro Inferno. Canzone Per Te non la voleva fare nessuno: ci fu un provino anche di Astrul Gilberto, ma la sua voce era troppo esile per quel tipo di melodia e fu offerta senza successo anche a Iva Zanicchi. Alla fine qualcuno suggerì il nome di Roberto Carlos, così gli mandammo un provino e lui l’accettò. Lui poi l’ha incisa seguendo come riferimento il testo del provino, mentre nel frattempo io e Bardotti avevamo leggermente modificato le parole, e così la sua versione su disco è diversa da quella che ho inciso io. Quando Roberto Carlos tornò in Brasile dopo la vittoria di Sanremo c’erano migliaia di persone ad aspettarlo all’aeroporto, quasi fosse un divo della nazionale di calcio. È servito forse più a lui che a me vincere Sanremo. Quando facemmo la tournèe insieme invitò a casa sua, a cena, me e Bardotti, che in quel periodo faceva il pianista del gruppo che mi accompagnava. Ad un certo punto il padre, un uomo piccolo del nord-est brasiliano, mentre Bardotti parlava con una persona dello staff di Carlos dicendo “Certo, Roberto ha grande successo in Brasile per via della sua voce così calda e particolare...”, il padre, dicevo, si alzò in piedi e disse: “Ma che voce e voce, è stata la Madonna a farlo vincere!”.
 
 [da “Sergio Endrigo. La Voce Dell’Uomo” (Edizioni Associate, 2002)]

CANZONE ITALIANA

00testi 2 maggio, 17
CANZONE ITALIANA


Vorrei suonare il rock e l’elettronica
Cantare il sogno americano
Se non avessi in testa un’armonica in un cortile italiano
La mamma, il cielo blu e la politica
La tenerezza e l’ironia
Se gratti trovi sempre un po’ di Napoli e qualche volta la poesia

Una canzone che ti va diritta al cuore
La senti per la strada, è un momento ti commuove
Due note, due parole sentite chissà dove
Una canzone che regala l’illusione
L’amore passeggero più leggero di una piuma
L’amore disperato che ti lascia senza fiato
Una canzone un po’ ruffiana
È dolce da cantare e ricordare di questa nuova musica americana

Vorrei suonare il rock e l’elettronica
Portare un orecchino d’oro
Se non avessi dentro quella musica che ancora oggi mi innamora
Ragazzo con la testa tra le nuvole
È pane amore e fantasia
Sapore caro che non si dimentica e mi riporta a casa mia

Una canzone che ti va diritta al cuore
La senti per la strada, è un momento ti commuove
Due note, due parole già sentite chissà dove
Una canzone che regala l’illusione
L’amore passeggero più leggero di una piuma
L’amore disperato che ti lascia senza fiato
Una canzone un po’ ruffiana
È dolce da cantare e ricordare di questa nuova musica americana

Una canzone che ti va diritta al cuore
(Una canzone che regala l’illusione
Una canzone un po’ ruffiana)

testo pubblicato per gentile concessione della BMG Ricordi S.p.A.

CANTA PIERROT

10testi 2 maggio, 17
CANTA PIERROT


Dove vai Pierrot?
Pallido e triste così
Senza un sorriso giocondo
Cerchi l'amore nel mondo
Che vuoi sperare dalla vita quaggiù
Quando c'è gente che non ama più?
Prendi la tua chitarra e torna a cantar
Non sospirar

Canta Pierrot la più stolta canzone del cuore
Canta perchè se tu piangi si burlan di te
Non ti voltar se ti accorgi che ridon di te
Devi nella vita recitare la farsa anche tu

Canta Pierrot la più stolta canzone del cuore
Canta perchè se tu piangi si burlan di te
Non ti voltar se ti accorgi che ridon di te
Devi nella vita recitare la farsa anche tu

Canta Pierrot...

 

Testo: 		Bixio
Musica: 	?
Edizione: 	?



CAMMINANDO E CANTANDO

00testi 2 maggio, 17
CAMMINANDO E CANTANDO


Camminando e cantando la stessa canzone
Siamo tutti uguali chi è d'accordo e chi no
Nelle fabbriche, a scuola, nei campi in città
Camminando e cantando la stessa canzone

Fa chi vuole fare e chi vuole andare va
Chi è stanco di aspettare una strada troverà
Fa chi vuole fare e chi vuol sapere sa
Che la speranza è un fiore ma frutti non ne dà

Il soldato armato, amato o no
Con in mano il fucile non sa cosa fa
In caserma si insegna una antica lezione
Di morir per il re e non sapere perchè

Fa chi vuole fare e chi vuole andare va
Chi è stanco di aspettare una strada troverà
Fa chi vuole fare e chi vuol sapere sa
Che la speranza è un fiore ma frutti non ne dà

Nelle fabbriche, a scuola, nei campi in città
Siamo tutti soldati armati o no
Camminando e cantando la stessa canzone
Siamo tutti uguali chi è d'accordo e chi no

Nella mente l'amore e negli occhi la gioia
La certezza nel cuore, nelle mani la storia
Camminando e cantando la stessa canzone
Imparando e insegnando una nuova canzone

Fa chi vuole fare e chi vuole andare va
Chi è stanco di aspettare una strada troverà
Fa chi vuole fare e chi vuol sapere sa
Che la speranza è un fiore ma frutti non ne dà

Testo: 		Endrigo
Musica: 	Endrigo / Bacalov
Edizione: 	Fonit Cetra Music Publishing S.r.l. 

testo pubblicato per gentile concessione della Fonit Cetra Music Publishing S.r.l.

Geraldo Vandrè è un cantante brasiliano di cui avevo ascoltato in Brasile la canzone, Pra Nâo Dizer Nâo Falei Das Flôres, che mi era piaciuta molto. Ne tradussi il testo in italiano intitolandola Camminando E Cantando. 
 La presentai a Canzonissima ’68, dove ero sicuro di passare il primo e il secondo turno, ma sapevo benissimo che non sarei mai riuscito a passare anche il terzo, per cui a quel punto scelsi di cantare una cosa che piaceva a me. Non cercavo la canzone facile ed orecchiabile e preferii usare quella possibilità per dare spazio a canzoni un po’ più difficili.
 
 [da “Sergio Endrigo. La Voce Dell’Uomo” (Edizioni Associate, 2002)]

BASTA COSI’

00testi 2 maggio, 17
BASTA COSI’


Perché il sorriso di uno sconosciuto per te
E’ tanto tanto più importante di me
Perché il baciamano di un cretino per te
È tanto tanto più importante di me
Perché io sono stanco di aspettare e di sperare
Che tu ritorni a cercarmi
Perché  sono stanco
Stanco di desiderarti
Di restare solo a piangere e guaire come un cane

Perché tu preferisci ridere con gli altri
Che parlare con me e piangere di noi
Perché tu preferisci restare sola
E le tue mani e i tuoi pensieri non mi incontrano più
Perché io sono stanco di aspettare e di sperare
Che tu ritorni a cercarmi
Perché tu sei sempre
Sei sempre la più grande di tutti
E a me manca sempre una lira 
Una lira per fare un milione
Perché tu sei grande 
Più grande la più grande di tutti
E io sono quel poco quel poco 
Quel niente che sono

Io ti dico non aver paura
Non mi farò più veder da te
E ti dico io ti dico 
Basta così



Testo: 		Endrigo
Musica: 	Endrigo / Bacalov
Edizione: 	BMG Ricordi S.p.A.





testo pubblicato per gentile concessione della BMG Ricordi S.p.A.

BASSI FONDALI

00testi 2 maggio, 17
BASSI FONDALI


Tempi complicati i nostri tempi
Difficili da interpretare
Si naviga adagio
In bassi fondali
Basta uno scoglio per squarciare
I fianchi delle bianche grandi navi
Che portano le idee
Le nuove idee
Secche infide tra la ragione e il torto
Tra il sapere e l’immaginazione
E tu cosa fai?
Tu da parte stai?

E basterebbe uno straccio di vela
Per andare lontano
Dove il mare è profondo
E soffia forte il vento
Dove un amico è un amico
E il cielo è il cielo
Basterebbe il coraggio 
E uno straccio di vela

Intanto tra le palme verdi 
E la laguna blu
Cannibali divorano
Il capitano Cook
Si naviga adagio
Tra bassi fondali

Melma e pantano dove i furbi
Riescono a sguazzare e anche nuotare
Esperti di risacche 
E di maree
Quando il provvisorio dura una vita
Provvisorio è già definitivo
E tu cosa fai?
Tu da che parte stai?
 
E basterebbe uno straccio di vela
Per andare lontano
Dove il mare è profondo
E soffia forte il vento
Dove un amico è un amico
E il cielo è il cielo
Basterebbe il coraggio 
E uno straccio di vela

Intanto tra le palme verdi 
E la laguna blu
Cannibali divorano
Il capitano Cook
Si naviga adagio
Tra bassi fondali



Testo: 		Endrigo
Musica: 	Endrigo
Edizione: 	BMG Ricordi S.p.A. / Noah’s Ark 





testo pubblicato per gentile concessione della BMG Ricordi S.p.A.