Ago 17, 2014
Novita'!

Categoria: testi 2

LA BRAVA GENTE

00testi 2 maggio, 17
LA BRAVA GENTE


La brava gente non saprà mai
Le parole che intreccio per te
Non le ripeterò a nessuno
Le parole meravigliose e nude 
Che dico a te

La brava gente non saprà mai
Le carezze che tu inventi per me
Non li racconterò a nessuno
I minuti felici ed impazziti 
Che doni a me

Ma che ci importa della gente
Se quando mi sfiori con le dita
Il mondo è dentro una bottiglia
Con il tappo nelle nostre mani

La brava gente non saprà mai
Che tu non ridi delle mie mani
Quando accarezzo i tuoi capelli
Quando ti stringo forte forte
Quando ti amo
Quando ti amo
Quando ti amo



Testo: 		Endrigo
Musica: 	Carraresi
Edizione: 	BMG Ricordi S.p.A.





testo pubblicato per gentile concessione della BMG Ricordi S.p.A.

LA BELLA FAMIGLIA

10testi 2 maggio, 17
LA BELLA FAMIGLIA


Erano proprio una bella famiglia
Popolarissimi in Radio e TV
Nonno trombone un po’ brontolone
Babbo fagotto in panciotto e bambù 
Mamma trombetta figliola diletta
Di nonna tuba che russa laggiù
Quattro bambini  sax e clarini
Disciplinati bene educati
Quando era festa
Dopo la Messa
Cantavano così:
Si si si la sol fa mi re
La musica è quì
Re re mi re si
Cantate con me
Mi mi fa sol re
Con mamma e papà
Mamma tuba papà

Babbo fagotto una sera in salotto
Nonno trombone ubriaco trovò
E in un pistone gli diede un cazzotto
Che nonna tuba con lui si arrabbiò
La confusione man mano aumentava
Mamma trombetta impazzita gridò
Ma più nessuno la rispettava
Mancava a tutti un venerdì
Anche i bambini sax e clarini 
Gridavano così:
Si si si la sol fa mi re
La musica è quì
Re re mi re si
Cantate con me
Mi mi fa sol re
Con mamma e papà
Mamma tuba papà
 


Testo: 		de Moraes 
Musica: 	Toquinho / Bardotti
Edizione: 	Fonit Cetra Music Publishing S.r.l. 





testo pubblicato per gentile concessione della Fonit Cetra Music Publishing S.r.l.

LA BALLATA DELL’EX

00testi 2 maggio, 17
LA BALLATA DELL’EX


Andava per i boschi con due mitra e tre bombe a mano
La notte solo il vento gli faceva compagnia
Laggiù nella vallata è già pronta l’imboscata
Nell’alba senza sole eccoci qua
Qualcuno il conto oggi pagherà
Andava per i boschi con due mitra e tre bombe a mano
Il mondo è un mondo cane ma stavolta cambierà
Tra poco finiranno i giorni neri di paura
Un mondo tutto nuovo sorgerà
Per tutti l’uguaglianza e la libertà

In soli cinque anni questa guerra è già finita
È libera l’Italia l’oppressore non c’è più
Si canta per i campi dove il grano ride al sole
La gente è ritornata giù in città
Ci son nell’aria grandi novità
E scese dai suoi monti per i boschi fino al piano
Passava tra la gente che applaudiva gli alleati
Andava a consegnare mitra barba e bombe a mano
Ormai l’artiglieria non serve più
Un mondo tutto nuovo sorgerà
Per tutti l’uguaglianza e la libertà

E torna al suo paese che è rimasto sempre quello
Con qualche casa in meno ed un campanile in più
C’è il vecchio maresciallo che lo vuole interrogare
Così per niente per formalità
Mi chiamano Danilo e sono qua
E vogliono sapere perché come quando e dove
Soltanto per vedere se ha diritto alla pensione
Gli chiedono per caso come è andata quella sera
Che son partiti il conte e il podestà
E chi li ha fatto fuori non si sa
E chi li ha fatto fuori non si sa

Se il tempo è galantuomo io son figlio di nessuno
Vent’anni son passati e il nemico è sempre là
Ma i tuoi compagni ormai non ci son più 
Son tutti al ministero o all’aldilà
Ci fosse un cane a ricordare che

Andavi per i boschi con due mitra e tre bombe a mano…



Testo: 		Endrigo / Bardotti
Musica: 	Endrigo
Edizione: 	Fonit Cetra Music Publishing S.r.l. 


È nata dalle letture di Calvino, Pratolini, il Cassola della “Ragazza di Bube”. Questa canzone esprime l’amarezza di quanti avevano creduto nella grande rivoluzione che doveva avvenire nel dopoguerra e che ovviamente non c’è stata.
Questo brano è stato censurato dalla Presidenza del Consiglio per i versi:
“Se il tempo è galantuomo io son figlio di nessuno
Vent’anni son passati e il nemico è sempre là”
Il biglietto autografo di censura l’ho visto con i miei occhi. La Fonit-Cetra allora era legata all’IRI e quindi probabilmente doveva dar conto a qualcuno che stava in alto, a cui questa canzone dava fastidio. Fatto sta che il verso incriminato compare nello spartito ed è sostituito dal fischio nel disco.

[da “Sergio Endrigo” (Lato Side Editori, 1982)]


testo pubblicato per gentile concessione della Fonit Cetra Music Publishing S.r.l.

IO E LA MIA CHITARRA

00testi 2 maggio, 17
IO E LA MIA CHITARRA


Io e la mia chitarra
Siamo amici per la vita
Noi ridiamo insieme
Quando mi va bene
Come una donna
Che ti vuol bene
Lei mi consola
Quando sono giù.

Canta canta suona e canta
Suona suona canta e suona
Gira e rigira
È sempre la solita storia.

Io e la mia chitarra
Niente ormai ci fa paura
Passano i giorni e gli anni
Sembrano tutti uguali
Viene l'amore
La vita è bella
È tanto triste quando se ne va.

Canta canta suona e canta
Suona suona canta e suona
Gira e rigira
È sempre la solita storia.

Se vuoi andare vai
Io non posso farci niente
Se vuoi andare vai
Ma non mi lasci solo
Come una donna che ti vuol bene
La mia chitarra piangerà con me.

Canta canta suona e canta
Suona suona canta e suona
Gira e rigira
È sempre la solita storia.



Testo: 		Endrigo
Musica: 	Endrigo / Bacalov
Edizione: 	Fonit Cetra Music Publishing S.r.l. / Noah's Ark Edizioni Musicali S.a.s.





testo pubblicato per gentile concessione della Fonit Cetra Music Publishing S.r.l.

IO CHE VIVO CAMMINANDO

00testi 2 maggio, 17
IO CHE VIVO CAMMINANDO


Io Che vivo camminando
Oggi resto qui per te
L'orizzonte è chiaro
Si calma il mare
La luna è gonfia di luce
Come il mio desiderio
Stasera

Voglio cento mani
Per afferrarmi alla vita
Voglio cento mani
Voglio nel tuo giardino
Trovare pace anch'io
Nel tuo giardino

Voglio cento mani
Per afferrarmi alla vita
Voglio cento mani
Voglio nel tuo giardino
Trovare pace anch'io
Nel tuo giardino

Vedo bambini tornare
Verso casa in allegria
Tornano nel vento
Freschi di mare
Le guerre sono finite
Finite per sempre
Stasera

Voglio cento mani
Per afferrarmi alla vita
Voglio cento mani
Voglio nel tuo giardino
Trovare pace anch'io
Nel tuo giardino

Voglio cento mani
E afferrarmi alla vita
Voglio cento mani
Voglio nel tuo giardino
Trovare pace anch'io
Nel tuo giardino




Testo: 		Endrigo
Musica: 	Endrigo / Bacalov 
Edizione: 	Fonit Cetra Music Publishing S.r.l. 





testo pubblicato per gentile concessione della Fonit Cetra Music Publishing S.r.l.

IO CHE AMO SOLO TE

00testi 2 maggio, 17
IO CHE AMO SOLO TE


C’è gente che ha avuto mille cose
Tutto il bene, tutto il male del mondo
Io ho avuto solo te
E non ti perderò, non ti lascerò
Per cercare nuove avventure

C’è gente che ama mille cose
E si perde per le strade del mondo
Io che amo solo te
Io mi fermerò e ti regalerò
Quel che resta della mia gioventù



Testo: 		Endrigo
Musica: 	Endrigo
Edizione: 	BMG Ricordi S.p.A.

È uno dei miei brani che ha avuto più successo, e che qualcuno ha avuto il coraggio di usare contro il divorzio nel periodo del referendum.
All’inizio questa canzone non mi sembrava interessante, perché la sentivo molto facile. Poi con il tempo ho capito che se si riesce ad esprimere un concetto con poche parole e poche note il risultato è molto più efficace di una ballata fiume.
Io Che Amo Solo Te è stato il mio più grande successo, e ancora oggi mi rende parecchi soldini. All’epoca vendette 650.000 copie anche grazie ad una grossa promozione. Ricordo che mi resi conto del successo di questa canzone quando a Bologna la sentii fischiettare da un panettiere che andava a fare le consegne in bicicletta. Nel nostro mestiere non si può non aver avuto il successo almeno una volta, è una componente essenziale da cui non si può prescindere.

[da “Sergio Endrigo” (Lato Side Editori, 1982)]
 
Mi ero innamorato di una segretaria e per lei ho scritto in venti minuti Io Che Amo Solo Te e pensavo di inciderla come un madrigale d’amore, con un’atmosfera molto contenuta. Quando la feci sentire a Nanni Ricordi a lui piacque da morire e Bacalov fece questo arrangiamento così maestoso, con l’introduzione degli archi e tutto il resto. Il direttore dell’ufficio vendite, il signor Pulvirenti, non voleva far uscire il disco perché in quel periodo andavano di moda quelle che noi chiamavamo in gergo le “sedakate”, da Neil Sedaka: arrangiamenti che cominciavano con otto misure di batteria e poi partiva la canzone, mentre invece Io Che Amo Solo Te aveva un’introduzione di archi molto lenta, e secondo loro non poteva funzionare.

[da “Sergio Endrigo. La Voce Dell’Uomo” (Edizioni Associate, 2002)]



testo pubblicato per gentile concessione della BMG Ricordi S.p.A.